Valdano ha parlato al lancio del libro del giornalista Alfredo Relaño "366 calciatori" all'Ateneo di Madrid, facendo i suoi commenti in un momento in cui il ritorno di Mourinho al Bernabéu è una quasi formalità in attesa della conclusione delle elezioni presidenziali.
"Mourinho non sarà colui che risolverà tutti i problemi del Real Madrid. I giocatori dovranno essere firmati in posizioni chiave. È necessaria anche una rivoluzione della leadership all'interno dello spogliatoio, date le evidenze che abbiamo visto."
Il peso di quella valutazione deriva in parte dalla storia di Valdano. Si è dimesso dalla sua posizione di direttore generale del Real Madrid nel maggio 2011 dopo attriti prolungati con Mourinho riguardo all'estensione dell'autorità dell'allenatore portoghese. Pérez accettò la sua partenza all'epoca inquadrandola come una riorganizzazione strutturale. Valdano la comprese in modo diverso. I due uomini non lavorarono mai più nello stesso edificio.
Quando gli è stato chiesto cosa direbbe a un tifoso del Madrid che sta considerando di allontanarsi dal club se Mourinho tornasse, Valdano ha offerto una risposta inaspettatamente personale.
"Resisti. Continuerò a essere un tifoso del Real Madrid nonostante le nostre differenze. Resisti, resisti. Ci sono momenti belli, momenti brutti e momenti tragici nella vita."
Il commento -- tollerante nei confronti di Mourinho ma onesto riguardo alla tensione -- cattura precisamente la complessità che Valdano porta a questo argomento.
Ha anche offerto una valutazione ampia della Coppa del Mondo, nominando Argentina, Spagna, Francia e Portogallo come i suoi quattro favoriti, con la Spagna in testa alla lista.
"La Spagna, forse, al primo posto."
Ha qualificato quella valutazione con una riserva che risuonerà date le preoccupazioni per gli infortuni intorno ai due giocatori che hanno definito il trionfo della Spagna a Euro 2024.
"Lamine Yamal e Nico Williams sono i giocatori che aggiungono pericolo al gioco della Spagna, perché senza di loro la Spagna può morire di mille passaggi, come è successo in Qatar e in Russia -- parlando solo con la palla e trovandosi in un monologo. Con questi due ragazzi agli Europei, abbiamo visto quanto cambiano le possibilità competitive della squadra."
Sull'Argentina, ha notato che non avevano perso la loro fame nonostante avessero vinto due Coppe America e una Coppa del Mondo in anni consecutivi. Sulla Francia, ha sottolineato la loro capacità di raggiungere le finali senza apparentemente sforzarsi. Sul Portogallo, la loro qualità a centrocampo.
Ha anche espresso riserve sul formato a 48 squadre, prevedendo che produrrà più risultati inaspettati rispetto a qualsiasi torneo precedente e costringerà le squadre più deboli a una cautela tattica nel caldo estremo nordamericano.
