L'ex allenatore di Milan, Real Madrid e Inghilterra, parlando a La Gazzetta dello Sport, ha affrontato la decisione dei Rossoneri di rivolgersi ad Amorim dopo la partenza di Massimiliano Allegri.
"Amorim al Milan? È un doppio salto nel vuoto, sia per lui che per i Rossoneri," ha detto Capello.
Amorim dovrebbe firmare un contratto fino al 2028, con la possibilità di un ulteriore anno di proroga, ponendo formalmente fine alla sua assenza di sei mesi dalla gestione calcistica dopo aver lasciato il Manchester United a gennaio.
Capello ha espresso frustrazione per la mancanza di chiarezza che ha circondato la ricerca del successore di Allegri.
"Ho sentito tanti nomi, tutti diversi tra loro. Nazionalità, stile di gioco, idee. Penso sia il manifesto della confusione che aleggia su Milano."
Ha aggiunto qualche sfumatura alla sua critica, riconoscendo i precedenti successi di Amorim prima del suo problematico periodo in Inghilterra.
"L'Amorim che ho visto a Lisbona mi aveva convinto, ovviamente bisogna anche considerare il lavoro fatto a Manchester. Non so, sembra tutto un po' lasciato al caso."
I commenti di Capello arrivano dopo che l'AC Milan ha terminato la scorsa stagione al di fuori delle posizioni di qualificazione per la Champions League, un risultato che ha spinto la dirigenza del club a separarsi da Allegri e da diverse figure di spicco, incluso il direttore sportivo Igli Tare.
Discutendo la natura contrastante dei due lavori più recenti di Amorim, allo Sporting Lisbon e poi al Manchester United, il 79enne ha offerto alcuni consigli mirati.
"Dovranno spiegargli che il Milan è un club con una storia da onorare e rispettare. E che risultati degni di quella storia devono essere conseguiti."
Capello non si è tirato indietro nel sottolineare dove Amorim è venuto meno durante il suo tempo in Inghilterra.
"Non è riuscito a entrare nella testa dei giocatori al United. Al Milan dovrà riuscirci."
Ha anche sottolineato l'importanza dei giocatori che Amorim avrà a disposizione nel determinare se il trasferimento si rivelerà un successo.
"Poi, i giocatori che ha a disposizione faranno anche la differenza. Posso dire che è un salto nel vuoto per entrambi. I Rossoneri stanno portando un allenatore che non conosce il campionato, e lui... deve riscattarsi dopo un'esperienza fallita."
La percentuale di vittorie di Amorim al Manchester United si attestava al 38,1 per cento in tutte le competizioni, un dato gonfiato da un percorso fino alla finale di Europa League, con il suo record in Premier League che si fermava a un più modesto 31,9 per cento.
La decisione del Milan di nominarlo riflette una volontà di scommettere su un allenatore la cui identità tattica, costruita attorno a una difesa a tre, rappresenta almeno una certa continuità rispetto al sistema di Allegri nella sua ultima stagione.
Se lo scetticismo di Capello si rivelerà giustificato, probabilmente diventerà chiaro rapidamente, con il Milan che affronta una pressione immediata per tornare in Champions League dopo due stagioni consecutive trascorse guardando dall'esterno.
