José Mourinho gestirà il Real Madrid per la seconda volta, con un accordo in atto per un contratto di due anni che scadrà a giugno 2028 -- e un percorso per l'annuncio che si chiarirà una volta concluso il processo elettorale del club alla fine di maggio.
I dettagli su come l'accordo si sia concretizzato sono stati riportati da Diario AS. Jorge Mendes ha offerto per la prima volta Mourinho alla dirigenza del Madrid negli ultimi giorni di marzo.
La risposta iniziale è stata negativa. Il club stava ancora valutando diversi candidati e la storia di Mourinho al club -- tre anni che si sono conclusi in tensione e hanno lasciato un'eredità di relazioni fratturate -- ha suscitato qualche esitazione. La normalizzazione del rapporto tra Mendes e il team esecutivo del Madrid si è rivelata decisiva nel cambiare la posizione.
Durante aprile, con lo spogliatoio in deterioramento, i risultati in caduta e la posizione di Álvaro Arbeloa chiaramente insostenibile, il pensiero all'interno di Valdebebas è cambiato. Ciò che era stato scartato come impossibile a marzo era diventato la soluzione necessaria all'inizio di maggio. Il susseguirsi di episodi -- la lite tra Tchouaméni e Valverde, il confronto che ha coinvolto un membro dello staff tecnico, le dichiarazioni pubbliche di Mbappé -- ha accelerato la decisione.
I giornalisti Guillem Balagué e Sacha Tavolieri hanno entrambi confermato separatamente che è stato raggiunto un accordo, con l'annuncio formale atteso dopo il 23 maggio -- quando scade il termine per le candidature presidenziali nelle elezioni del Real Madrid, seguito da una finestra di due giorni per i ricorsi. Il processo elettorale non rappresenta di per sé un ostacolo alla nomina, ma il protocollo richiede di attendere.
Mourinho è stato ampiamente informato sullo stato dello spogliatoio ed è riportato essere particolarmente preoccupato per il comportamento recente di Mbappé. Sono già avvenuti contatti informali con giocatori senior tra cui Vinícius Júnior e Thibaut Courtois.
L'annuncio sarà la seconda volta che Florentino Pérez si rivolge a un ex allenatore in un momento di crisi -- il ritorno di Carlo Ancelotti nel 2021 ha prodotto tre titoli di Champions League. Un terzo capitolo con Zidane è stato bloccato solo dal suo impegno con la nazionale francese.
