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Il giovane della Lazio Motta diventa eroe della Coppa Italia con quattro rigori parati contro l'Atalanta

·Di Junior Yekini
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Edoardo Motta ha parato quattro rigori consecutivi mentre la Lazio ha battuto l'Atalanta in un drammatico shootout per raggiungere la finale di Coppa Italia, e il ventunenne ha parlato del momento emozionante nella sua prima grande intervista dopo l'impresa di Bergamo.

Motta ha negato a Gianluca Scamacca, Davide Zappacosta, Mario Pašalić e Charles de Ketelaere il rigore mentre la Lazio ha vinto 2-1 ai rigori dopo che il pareggio è finito 3-3 nel complesso.

Il giovane portiere, che si è unito al club dalla squadra di Serie B Reggiana a gennaio, è stato visto in lacrime al fischio finale.

Parlando a TG1, è stato sincero riguardo all'emozione: "Mi sono lasciato andare un po' con l'emozione, qualcosa che non voglio mai mostrare. Rimanere forte definisce di più la persona che sei piuttosto che essere eccessivamente emotivo."

Il suo percorso nel calcio è iniziato da giovane. "Mi piaceva essere un portiere e buttarmi nel ghiaione. Mio padre pensava che fossi un po' pazzo, ma non sentivo dolore."

Il suo idolo da bambino era l'ex portiere del Chelsea e della Repubblica Ceca Petr Čech. "Ho detto ai miei genitori che volevo essere come lui, che volevo provare. Mi hanno dato forza e hanno fatto tanti sacrifici per assicurarsi che fossi qui oggi."

Sulle sue ambizioni future: "Non voglio mai smettere di imparare, migliorare e crescere. Voglio cercare di raggiungere il più in alto possibile, senza rimpianti o rimorsi, godendomi la vita senza togliere nulla a me stesso."

La Lazio affronta l'Inter Milano nella finale di Coppa Italia il 13 maggio.