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Filipe Luis emerge come candidato per il Chelsea nonostante l'ostacolo della licenza UEFA

·Di Paul Lindisfarne
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L'ex terzino sinistro del Chelsea e dell'Atlético Madrid, Filipe Luís, è emerso come un candidato credibile per il ruolo di allenatore principale a Stamford Bridge.

Il giornalista di trasferimenti Nicolo Schira ha confermato che il suo nome figura nella lista ristretta del club.

Fabrizio Romano ha aggiunto ulteriore peso alla storia domenica, nominando Luís come "un altro nome da tenere d'occhio" nel mercato dei manager del Chelsea. Il brasiliano di 40 anni è attualmente senza club dopo essere stato licenziato dal Flamengo a marzo -- una decisione collegata, secondo rapporti brasiliani, alle sue discussioni preliminari non autorizzate con la proprietà BlueCo del Chelsea durante gennaio, quando il club cercava un sostituto per Enzo Maresca.

Luís ha trascorso la stagione 2014/15 a Stamford Bridge durante la sua carriera da giocatore, collezionando 26 presenze competitive e vincendo sia la Premier League che la League Cup. Da allora ha stabilito una forte reputazione da allenatore in Brasile, registrando un tasso di vittorie vicino al 70% in 101 partite al Flamengo e vincendo sette trofei, tra cui la Copa Libertadores e il FIFA Club World Cup, dove la sua squadra ha battuto il Chelsea in finale la scorsa estate.

L'ostacolo principale a un'assunzione da parte del Chelsea è normativo. Luís non possiede ancora una Licenza Pro UEFA, necessaria per gestire permanentemente in Inghilterra. I rapporti brasiliani indicano che sta lavorando con urgenza per ottenere la qualifica, anche se la tempistica per ottenerla rimane poco chiara.

L'obiettivo principale del Chelsea rimane Andoni Iraola, che lascerà il Bournemouth quest'estate. Marco Silva e Xabi Alonso figurano anche tra i pensieri del club. Si comprende che la lista dei candidati in considerazione sia tra i sette e gli otto nomi.

Il Chelsea affronta il Tottenham Hotspur nella finale della FA Cup sabato prossimo -- un trofeo che rappresenterebbe l'unico risultato positivo di una stagione disgiunta in cui hanno utilizzato due allenatori permanenti e un interino. Chiunque prenda in carico permanentemente erediterà una squadra di notevole talento, una cultura frammentata e una base di tifosi che ha da tempo esaurito la pazienza.